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La Ocean Viking verso il Mediterraneo centrale

11.01.2021 – La Ocean Viking verso il Mediterraneo centrale

COMUNICATO STAMPA

La Ocean Viking riparte verso il Mediterraneo centrale, dopo quasi 6 mesi di blocco

Milano, 11 gennaio 2020 – Stamattina, dopo ben sei mesi, la nave Ocean Viking dell’associazione europea di ricerca e soccorso SOS MEDITERRANEE sta lasciando Marsiglia, in Francia, diretta verso il Mediterraneo centrale. Questa prima missione dell’anno giunge dopo mesi di costosi sforzi per liberare la nave da un fermo amministrativo imposto il 22 luglio scorso dalle autorità italiane, sulla base di nuove interpretazioni dei requisiti di sicurezza per le navi di soccorso. Il 2020 è stato un anno devastante nel Mediterraneo centrale: il vuoto di soccorsi è diventato sempre più evidente con 779 morti segnalate e un’alta probabilità che altri decessi non siano stati documentati. SOS MEDITERRANEE è sollevata di poter riprendere le operazioni di salvataggio, pur ribadendo l’assoluta necessità che gli Stati europei reintroducano un sistema di coordinamento delle operazioni di soccorso efficace e a guida degli Stati.

“Facciamo ritorno nel Mediterraneo centrale per la prima volta da mesi, ma tutti noi ricordiamo che il 2020 è stato un anno orribile per le persone intrappolate in Libia, prigioniere di un ciclo di abusi, e per coloro che tentano di fuggire via mare. Con la pandemia COVID-19 si è di nuovo decisa la “chiusura” dei porti, continuando a costringere chi fugge a rischiare la vita in mare per cercare la sicurezza. Le navi mercantili che svolgevano il loro compito di salvataggio sono rimaste bloccate in mare per settimane e le autorità responsabili si sono rifiutate di fornire una soluzione per far sbarcare i naufraghi soccorsi. A giugno, la nostra nave, la Ocean Viking, lasciata senza istruzioni per giorni, dovette dichiarare lo stato di emergenza a bordo perché l’incertezza e la mancanza di prospettive avevano spinto i sopravvissuti oltre i limiti della sopportazione”, dichiara Valeria Taurino, direttrice generale di SOSMEDITERRANEE Italia.

Per tutto l’anno scorso si sono ripetuti lunghi ritardi, da parte delle autorità marittime, nel soccorrere le persone in grave pericolo in mare; si sono verificati migliaia di respingimenti di sopravvissuti verso la Libia, in palese violazione del diritto internazionale: più di 11.000 persone sono state forzatamente respinte verso la Libia e i suoi campi di detenzione. Senza contare che le navi delle ONG sono state bloccate in modo sistematico, creando di fatto un buco nero letale nel Mediterraneo centrale. Almeno 779 tra donne, uomini e bambini sono morti o scomparsi – contando solo i naufragi di cui siamo a conoscenza – con pochissimi testimoni, mentre non si conosce ancora la vera cifra dei naufragi invisibili.

“Questa situazione è inaccettabile e deve finire subito”, aggiunge Valeria Taurino.
“La nostra nave, la Ocean Viking, sta salpando con una squadra preparata per affrontare il peggio: situazioni di vita e di morte in mare aperto. Inutili ritardi nei soccorsi e prolungati stalli in mare mettono a rischio vite umane. Un ritorno al rispetto del diritto marittimo e un’autentica solidarietà europea con gli Stati costieri è l’unico modo per prevenire altre tragedie”, spiega la direttrice di SOSMEDITERRANEE Italia.

Dopo la liberazione della Ocean Viking il 21 dicembre scorso, la nave è salpata da Augusta verso Marsiglia, in Francia, per rifornirsi e imbarcare l’equipaggio di SOS MEDITERRANEE dopo un periodo di auto-isolamento di dieci giorni. SOS MEDITERRANEE ha infatti implementato rigidi protocolli di prevenzione anti COVID-19 pre-imbarco per i ventidue membri dei team medico e di soccorso, i nove membri dell’equipaggio della nave e due giornalisti che coprono l’attuale missione a bordo. Tutti sono risultati negativi al COVID-19 più volte. I protocolli di prevenzione e mitigazione del rischio di contagio saranno applicati in ogni momento durante tutta la missione in mare. Nelle
ultime settimane, le squadre medica e di soccorso sono state addestrate e la nave equipaggiata per continuare a rispondere alla crisi umanitaria in corso nel Mediterraneo centrale, nelle condizioni sanitarie più sicure possibili.
Nei prossimi giorni, in viaggio verso il Mediterraneo centrale, i team svolgeranno tutti gli addestramenti e le esercitazioni necessarie per eseguire le operazioni di ricerca e soccorso in modo sicuro e professionale.

Trasferiti i 265 naufraghi salvati da Open Arms

05.01.2021 – Trasferiti i 265 naufraghi salvati da Open Arms

COMUNICATO STAMPA

Open Arms – Emergency: terminato questa notte il trasferimento di tutti i 265 naufraghi a bordo della nostra nave, la Open Arms, dopo una difficile operazione di trasbordo in condizioni meteo avverse.

Dopo aver raggiunto Porto Empedocle ieri mattina, 4 gennaio 2021, come indicato dalla autorità italiane, la nostra nave, la Open Arms con a bordo personale di Emergency, ha atteso in rada lo svolgimento delle operazioni di prassi, prima di poter effettuare il trasferimento delle persone soccorse.
Dopo l’arrivo dei medici di Croce Rossa Italiana che hanno effettuato i tamponi anti Covid, si è proceduto al trasferimento su motovedette della Guardia Costiera italiana dei 51 minori non accompagnati presenti a bordo.
Il sopraggiungere del buio e le condizioni meteo avverse hanno complicato le operazioni e solo a notte inoltrata è stato possibile completare il trasferimento di tutte le persone rimaste sul ponte, trasportate con le nostre due Rhib sulla nave quarantena Rhapsody, nel frattempo rientrata in porto.
Il nostro equipaggio trascorrerà ora la quarantena in un punto di fonda, come comunicato dalle autorità competenti.
Siamo felici che le persone soccorse durante la Missione 79 possano ricevere ora le cure e le tutele a cui hanno diritto, ricordiamo però che proprio durante questa missione, 160 sono state le persone intercettate dalla cosiddetta guardia costiera libica e riportate indietro e che 13 persone risultano ancora disperse.
L’Europa che prova a raggiungere chi fugge dalla violenza è quella democratica dei diritti e dell’eguaglianza, è quell’Europa che continuiamo a difendere.

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Comitato per il diritto al soccorso